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NON CI FACCIAMO MAI RICONOSCERE

Aperto il VI summit mondiale organizzato da Campidoglio
Tra gli invitati del sindaco Veltroni, Gorbaciov e Bob Geldof
I Nobel per la pace ospiti di Roma
"Italia e Ue troppo avare con l'Africa"

La rockstar: "Una mucca in Europa ha 2,5 dollari al giorno in sussidi
mentre in Africa ogni essere umano ne guadagna solo uno"
di VALERIO GUALERZI



Veltroni e Gorbaciov consegnano il premio "Man for peace" a Bob Geldof

ROMA - L'Africa è senza pace, ma non c'è pace senza l'Africa. Il sesto summit mondiale dei premi Nobel per la pace apertosi oggi a Roma ha voluto concentrare la sua attenzione sull'emergenza Africa per passare "dall'attenzione all'azione" in un continente dove, ha ricordato il sindaco di Roma Walter Veltroni, "l'Aids è al picco più alto dal 1981 con cinque milioni di nuovi casi, 120 milioni di minori non sanno cosa sia un'aula scolastica e sei milioni di bambini muoiono ogni anno per fame".

"Sono molti i passi da fare - ha ammesso aprendo i lavori Veltroni - Il cammino è lungo. Gli ostacoli sono molti ma di una cosa possiamo essere certi: non c'è causa più nobile per la quale battersi, non c'è obiettivo più grande per il quale spendere le nostre energie, la nostra vita". Nella prima seduta di lavori, in attesa di trovare un accordo su come passare "dall'attenzione all'azione", il summit ha voluto innanzitutto alzare forte il suo grido di denuncia.

Così sul banco degli imputati sono finiti in primo luogo l'Italia, fanalino di coda tra i paesi donatori con la destinazione in aiuti di appena lo 0,12% del Pil, e poi l'Europa in generale che, per usare le amare parole di Bob Geldof, premiato dal vertice con il Man for peace award 2005 "paga due dollari e mezzo di sussidi al giorno per ogni sua mucca mentre in Africa la popolazione media vive con appena un dollaro al giorno".

La politica europea a favore dell'agricoltura, ha tuonato ancora il musicista irlandese promotore del megaconcerto benefico del "Live8", è qualcosa di cui vergognarsi: "Vi rendete conto che con questa storia dei sussidi alle mucche non si aiutano i piccoli contadini ma l'agrobusiness e i grandi possidenti come i membri della casa reale? Non sono 50 dollari a spostare il reddito di un piccolo agricoltore, ma il discorso è diverso per chi possiede migliaia di capi di bestiame".

Sul fatto che l'Ue abbia delle enormi responsabilità e che dovrebbe voltare pagina il prima possibile, sia approvando un diverso bilancio comunitario sia cambiando approccio agli imminenti negoziati del Wto di Hong Kong, gli ospiti del sindaco Veltroni sono stati tutti d'accordo. Più difficile invece, trovare una posizione su come passare all'azione tra l'ex segretario del Pcus Mikhail Gorbaciov e l'attivista guatemalteca Rigoberta Menchu, tra l'ex leader di Solidarnosc Lech Walesa e il militante della resistenza argentina Adolfo Perez Esquivel.

Se Gorbaciov ha spiegato di aver iniziato a pensare "a una sorta di Trattato globale sociale che indichi i limiti che non dovranno essere superati da ciascun Paese", qualcosa che assomigli a un'intesa "sul funzionamento del mondo partendo da ciò che abbiamo già: organizzazioni a livello nazionale, regionale e internazionale", che vanno però modificate radicalmente, il suo vecchio avversario Walesa ha puntato invece sul tema dell'estensione della democrazia, una risorsa in grado di permettere ai paesi poveri di "ricevere le lenze per pescare, piuttosto che i pesci".

Se Geldof nel bacchettare l'Italia e i suoi politici "mister Tremonti, Gianni Letta e Berlusconi" per la loro avarizia ha insistito sul problema della cancellazione del debito e sulla necessità di convogliare risorse finanziarie verso l'Africa, Perez Esquivel a nome dell'America Latina ha rivendicato il diritto alla dignità. "Non abbiamo bisogno di elemosina, bisogna farla finita con l'ipocrisia - ha sentenziato il premio Nobel argentino - il problema è il terrorismo economico che saccheggia e violenta i nostri paesi, provocando nel mondo 35 mila morti al giorno per fame, altro che terrorismo islamico".

Benvengano quindi le discussioni e i confronti di opinioni, ma come ha osservato ancora Veltroni, "l'Africa non può più attendere, bisognerà affrontare il tema della disuguaglianza, altrimenti rischierà di esplodere come una bomba atomica nel tranquillo mondo occidentale".

Pubblicato il 24/11/2005 alle 17.28 nella rubrica Diario.

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