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LE ULTIME "PAROLE FAMOSE"

Circa 400 integralisti, legati ad Al Zarqawi, hanno preso
per qualche ora il controllo delle strade principali
Attacco dei ribelli a Ramadi
"La città è nelle nostre mani"

Ma poco dopo, secondo testimonianze, gli attaccanti si sono ritirati


<B>Attacco dei ribelli a Ramadi<br>"La città è nelle nostre mani"</B>

RAMADI - Operazione-manifesto della guerriglia stamane a Ramadi: centinaia di ribelli armati hanno sferrato un attacco su vasta scala oggi nel capoluogo della provincia occidentale irachena di al-Anbartradizionale roccaforte della guerriglia sunnita, ritirandosi dopo poche ore.

Presi d'assalto una base militare Usa e un edificio governativo: sulle strade principali della città, sono stati rapidamente istituiti posti di blocco. Lo hanno denunciato testimoni oculari, secondo cui all'offensiva hanno preso parte circa quattrocento miliziani integralisti. Nessuna conferma dal comando militare americano.

Secondo le prime informazioni i ribelli sono uomini di Abu Musab al-Zarqawi, il super-terrorista di origini giordane che rappresenta il luogotenente di Osama bin Laden in Iraq: i ribelli, sempre stando a quanto riferito dai testimoni, hanno infatti preso a distribuire volantini e ad affiggere manifesti ai muri, con sopra scritto che il controllo di Ramadi è stato assunto dalla cosiddetta Organizzazione di 'al-Qaeda' per la Jihad nella Terra dei Due Fiumi, denominazione assunta per l'appunto dal gruppo di Zarqawi. Nel testo si legge anche questa frase: "I seguaci (di Al Qaeda) daranno fuoco agli americani e li cacceranno indietro alle loro case con la forza. L'Iraq sarà un cimitero per gli americani e i loro alleati".

Pubblicato il 1/12/2005 alle 16.34 nella rubrica Diario.

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